[viaggi] – Bagnaia (Vt), storia e cultura

Ciao cari follwers! Volete un’idea per una gita di una giornata nei pressi di Viterbo? Ecco fatto: vi invito a visitare Bagnaia!

Qui di seguito alcune brevi informazioni, nel blog citato c’è molto altro… Buona programmazione per la vostra gita fuori porta!

Loriana Lucciarini

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Bagnaia (tratto dal sito “Città di Bagnaia”)

E’ una frazione di Viterbo, situata sul tratto della Via Francigena che passa tra i Monti Cimini, celebre per il suo giardino manieristico di “Villa Lante“.
La prima menzione storica specifica di questo centro risale all’anno 963, quando il villaggio era noto come Bangaria, successivamente evolutosi in Balnearia, Bagnaja ed infine in Bagnaia, quando tale Leo fa da teste ad un atto di compravendita che interessa l’abbazia di S. Maria della Palanzana. Nel XIII secolo il territorio di Bagnaia divenne oggetto di un donativo assegnato dal papa al vescovo della vicina Viterbo; tuttavia fino al XVI secolo non vi fu edificata alcuna residenza vescovile.
Durante il Medio Evo il villaggio presenta già alcune interessanti architetture, ma più importanti risulteranno quelle risalenti al
Rinascimento; dopo la costruzione di Villa Lante, Bagnaia aumentò notevolmente la sua popolarità come luogo di riposo.
Nel 1576 l’architetto senese Tommaso Ghinucci riorganizzò l’assetto urbanistico del paese, in procinto di divenire una piccola città: tali aggiustamenti sono particolarmente visibili nei pressi di Piazza XX Settembre, ispirata a Piazza del Popolo di Roma. Le facciate degli edifici della piazza sono fregiate di stemmi papali e cardinalizi.
Nel 1928, perde il titolo di Comune a favore di Viterbo e diventa una frazione.
Successivamente evolutisi in Balnearia, Bagnaja ed infine in Bagnaia

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[viaggi] – Vinci il paese di Leonardo e San Miniato sulle tracce di Federico II

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immagine tratta da internet

Vinci

Vinci merita una visita perché ha notevoli punti di forza e d’interesse turistico: il paese è ben tenuto e offre scorci sulle panoramiche colline toscane, caratteristici vicoletti dove si respira l’aria polverosa di secoli passati. Vinci è anche la città che ha dato i natali a Leonardo da Vinci (1452-1519) ed è proprio questo il motivo che attira principalmente turisti da mezzo mondo.

Ecco le principali attrattive e luoghi da visitare…

    • il Castello, chiamato anche “castello della nave”, è l’edificio che delimita il borgo storica. Ora è sede del Comune; nella piazza panoramica sul retro del castello possiamo trovare la grande scultura lignea di Mario Ceroli “L’uomo di Vinci” che interpreta l’immagine e il concetto dell’Uomo vitruviano di Leonardo.
    • la Chiesa di Santa Croce, dove Leonardo fu battezzato e dove all’inimagesterno si possono ammirare importanti opere d’arte;
    • la casa natale di Leonardo da Vinci (si trova in località Anchiano), immersa nella campagna è una delle tappe del percorso leonardiano;
    • Il Museo Leonardiano: è un’altra tappa e si trova nel centro storico di Vinci, dove i visitatori possono ammirare progetti e modelli delle varie invenzioni del genio italiano;
    • la Biblioteca Leonardiana, altro luogo all’interno del tour legato a Leonardo da Vinci.

 

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San Miniato

San Miniato è arroccato sulle colline a metà strada tra Firenze e Pisa, lungo lo snodarsi del fiume Arno. Dalla parte più alta del paese si gode di un panorama spettacolare.

Il piccolo borgo ha origini che risalgono al periodo etrusco e romano ma gli edifici principali hanno datazione 1200.

San Miniato è accogliente, ordinato e pulito, merita una visita per…

  • Il Castello (costruito nel 962 da Ottone I, vi hanno soggiornato personaggi illustri quali Federico Barbarossa e papa Gregorio V)
  • La Rocca (terminata di costruire nel 1221 è posta sulla sommità del colle ed è uno dei simboli di San Miniato, chiamata anche torre Federico II)
  • La Cattedrale, sita in piazza del Duomo, anche questa risale al 1200. La facciata ha decorazioni in ceramica che, seguendone la loro disposizione, rappresentano le costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore.

Da visitare anche: Il Convento di San Francesco, la Chiesa di Santo Stefano e San Michele e le altre numerose chiese e palazzi d’epoca.

Nel giorno della nostra visita, fortuna ha voluto che ci fosse la rievocazione storica della liberazione dal nazifascismo, con corteo storico di auto e moto militari; nonché un motoraduno di Vespa vintage di pregio.

Ci siamo divertiti a gironzolare per i suoi bei vicoletti, apprezzandone la disposizione urbanistica, facendo sosta nei vari punti ristoro e curiosando nei vari negozietti artigianali. Voglio segnalarvi quello della lavorazione del vetro (ovviamente noi non potevamo esimerci dal fare una pausa shopping!) de Lo Specchio Magico: dove creatività e tecnica si uniscono per delle piccole magie d’arte.

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[viaggi] – Viaggio nel fantasy: la nostra prima Festa dell’Unicorno

locandina-festa-unicornoUn fantastico week-end quello appena trascorso, che mi ha lasciato un sacco di immagini evocative e bei ricordi.

 Un tuffo nella magia dell’universo fantasy a tutto tondo.

Un tuffo nel passato, nella storia e nella fantasia.

Ecco il mio personale resoconto sulla Festa dell’Unicorno! 😀

Cos’è la Festa dell’Unicorno?

La “Festa dell’Unicorno” è la kermesse a tema fantastico, che ormai dal lontano 2005, si tiene nel centro storico di Vinci. E’ ormai da tempo considerata l’evento fantasy italiano più ricco di attrazioni e eventi.

Dove si tiene?

La Festa dell’Unicorno si tiene nel borgo medievale di Vinci, in Toscana.

Il mio Report

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Mappa scaricata dal sito ufficiale http://www.festaunicorno.com/

L’intero centro storico diventa la magica location per le attrattive che questa festa riesce ad offrire. Il paese è suddiviso in aree tematiche che offrono tantissimi eventi che si susseguono durante tutta la giornata. Ecco le aree tematiche e l’ubicazione delle stesse all’interno del paese:

  • ROCCA INCANTATA (arti di strada e giullari, danze e balli rinascimentali, antro delle streghe) 
  • CITTADELLA DEI CAVALIERI (accampamento medievale, duelli medievali e vestizione del cavaliere, spattacoli di falconeria, musica celtica)
  • CORTE DEI SOGNI (disfida di arti magiche, photoset, danze e balli gotici e orientali)
  • BAIA DEI PIRATI (location piratesca, anuimazione con ciurma, arena dei duelli, baia delle sirene) 
  • VILLAGGIO DEGLI GNOMI (area tematica per i più piccoli con i personaggi de la Melevisione, Art Attack, marionette, bolle di sapone, Leo, dinosauri, body painting)
  • FUMETTI E FOLLIE (mondo manga e fumetti, incontro con autori e illustratori, videogiochi)
  • CITTA’ DEGLI INCUBI (vicolo della paura, room escape, area zombi, poligoni di tiro soft air e paintball)
  • ABISSO D’ACCIAIO (zona fantascienza&film con ambientazione a tema Star Wars, Alien Vs. Predator, Stargate, Doctor Who, Escape room, duelli spade laser e lo show della forza)

Tutte meritano una menzione: quella più intrigante, che ha richiamato pubblico sia per le attrattive che per la disposizione è quella de la “Città degli incubi” con la zona zombie, il vicolo della paura, la parte dei percorsi di paintball e laser game.

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Mi fissa ardentemente, non per amore, punta direttamente alla giugulare… 😛

Quella meglio disposta, come location generale è quella della “Baia dei Pirati”, veramente suggestiva.

Gli eventi sono talmente tanti che… noi non siamo riusciti a seguire quelli che volevamo! Infatti gli spettacoli (oltre 300!) e le offerte di animazione si svolgono a un ritmo incalzante e ogni zona tematica ha il suo calendario, che diventa un’impresa riuscire a trovarsi in più posti allo stesso orario… Così, nonostante avessimo selezionato gli eventi più interessanti da seguire, alla fine ci abbiamo rinunciato e ci siamo lasciati coinvolgere da ciò che vedevamo e che incontravamo durante i giri in questo bel borgo medievale: suonatori di cornamusa, sfilate di cosplay, gare di videogiochi, spettacoli di acrobati aerei con i tessuti, combattimenti di pirati, rievocazioni del bosco degli elfi, melodie elfiche suonate con l’arpa… tutto ha contribuito a rendere speciale la nostra prima esperienza qui a Vinci.

Così, cestinando il programma ufficiale, abbiamo fatto su e giù per il paese (una faticaccia ma lo spirito era quello giusto e non è stato pesante) visitando le varie aree tematiche e curiosando tra le innumerevoli bancarelle (tutte con prodotti di ottima qualità: artigianali e di merchandising originale), che offrivano oggetti straordinari e sicuramente introvabili. Tra tutte cito quella di Cagliostrino di Serena Pieruccini: con creazioni davvero speciali.

Abbiamo potuto fare il percorso swat, siamo entrati nell’area vintage dei videogiochi, abbiamo provato l’ebrezza della Escape Room (alla fine abbiamo supplicato che ci venissero ad aprire perché non abbiamo trovato i codici per poter uscire! 😛 ), ci siamo fatti un giretto nella zona zombie e una di noi si è “zombizzata” in modo impressionante!

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Ti distrai un secondo e… ti ritrovi la figlia trasformata come nel peggio set horror! Diamoci alla fuga, preferisco gli elfi e i maghetti! eheheh

Nella zona dedicata al fantasy ci siamo sbizzarriti nello stand di Harry Potter, con la prova per decidere in quale casata andare, il binario magico, il gioco “Libera un elfo” e molto altro ancora. Bravi gli standisti di Always Harry Potter e Back to Howgarts, in grado di offrire proposte interessanti.

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Abbiamo fatto incontri speciali e unici: quelli con i bravissimi cosplayer (il migliore di tutti Bilbo Beggins che era addirittura meglio dell’originale!), dai loro meravigliosi costumi che permettono a tutti di sentirsi come dentro una favola… Da magiche fate elfiche agli arditi steampunk, dai manga giapponesi ai più classici mostri fantasy.

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Nell’intera zona sono stati allestiti alcuni photoset di ambientazioni dei vari film fantasy: dal Trono di Spade a Stargate, da Alien contro Predator al villaggio hobbit de Il Signore degli Anelli…  Nonché alcuni stand di associazioni di GDR, come ad esempio quella del gioco di ruolo post-apocalittico Nameless Land.

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Alcuni dei photoset più belli (oltre la sottoscritta, of course!) 😛

Il nostro bilancio è assolutamente positivo: tante attrazioni statiche, molti eventi e spettacoli, bellissimi i vestiti dei cosplayer, qualità alta delle offerte delle bancarelle (non ciarpame).

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Bancarelle con creazioni artistiche originali e di ottima qualità: fra tutte ho deciso di mostrarvi questo scatto con i meravigliosi personaggi di Hayao Miyazaki: Totoro, il drago d’acqua, le palline di fuligine, Senza volto e tanti altri ancora… sono realizzati da bravi artigiani in cartapesta. Favolose, no? 😀

Inoltre, tanti sono i punti ristoro a prezzi modici (ci aspettavamo prezzi più alti per dover mangiare e invece nella taverna abbiamo potuto degustare in tre degli ottimi piatti a base di affettati misti e la pizza fritta, dei bruschettoni ottimi e le bibite a meno di 15 euro. E, nell’area pirati c’era anche il ristorante che proponeva paella e sangria a 8 euro, prezzi modici e onesti, direi!). Abbiamo degustato dell’ottimo Idromele (al sambuco, classico o ai frutti di bosco) prodotto artigianalmente da Drakon (per info: drakon.idromele@hotmail.com) con shottini rinfrescanti e gustosi…

Ottima l’organizzazione: numerose le aree parcheggio a inizio del paese dove poter lasciare l’auto gratis, poi c’è il servizio navetta che porta i visitatori all’entrata della biglietteria, una comodità non scontata. Il biglietto, dal prezzo di 12 euro vale per l’intera giornata, c’è anche la possibilità di acquistare il carnet per più entrate.

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Nota dolente? La fila per entrare! Soprattutto il pomeriggio c’è tanta affluenza, soprattutto perché gli eventi serali richiamano molti visitatori (concerti, spettacoli pirotecnici e altro)… ma ho scoperto che c’è la possibilità di fare il biglietto online e, forse, si salta la fila (dico forse perché non l’ho verificato personalmente).

Torniamo a casa entusiasti di questo bellissimo evento, con la certezza che ci saremo anche il prossimo anno e… quasi sicuramente ci divertiremo a vestirci in tema 😀 perché ormai la #contaminazione #fantasy è definitiva! ehehehe 😀

Alla prossima edizione 2017, spero ancora più bella di questa!

Loriana Lucciarini


Tutte le info qui: http://www.festaunicorno.com/

Altri articoli correlati: Vinci e San Miniato

 

 

 

[viaggi] – Gli Etruschi lungo la via Amerina

Lungo la via Amerina: da Faleri a Nepi

Buongiorno a tutti oggi vi parlo della nostra scarpinata lungo la via Amerina, alla scoperta dei tesori della Tuscia…

Con il gruppo Esploratuscia ci troviamo sotto l’arco di pietra che fa da accesso a Faleri Novi. Questo fu il luogo dove venne deportato il popolo dei falisci dopo la conquista dell’intera zona da parte dei romani.

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Qui c’è la chiesa cistercense di Santa Maria di Faleri, un edificio di pregio del XII secolo. Ottimamente conservata, al suo interno ha anche parte del basolato originale etrusco e dei canali di scolo in marmo di ingegneria civile romana. Visitarla è una cosa che vi consiglio caldamente di fare, anche se è la chiesa è stata acquistata da privati ed è aperta solamente in alcuni giorni e orari: l’interno è suggestivo e straordinario.

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Oltrepassando quest’edificio ci prepariamo alla nostra escursione: da questo punto in poi si percorre la via Amerina, lungo la quale troviamo…

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Campi in fiore e inattesi scorci…

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Necropoli etrusche di pregio storico, inserite nel contesto storico, naturalistico e archeologico della zona…

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Le necropoli in genere venivano edificate poco distante dalla città e una via collegava la città dei vivi a quella dei morti, in un percorso che gli antichi etruschi consideravano sacro.

Nella necropoli che abbiamo incontrato lungo il percorso vi sono varie costruzioni di epoche diverse, ben integrate tra loro. la nostra guida, Cecilia, ci indica i colombari (piccole nicchie che fungevano da ossari), i sepolcri (ciò che resta di questi sepolcri dà l’impressione che siano delle mangiatoie, in realtà erano i tumuli dove venivano seppellite le persone importanti: principi e principesse, guerrieri e alti dignitari); la camera tombaria è la costruzione più grande e di pregio, in genere utilizzata per le famiglie più in vista.

Poco più distante troviamo la Tomba della regina, o anche degli stemmi, visitabile anche all’interno.

Ci imbattiamo anche in un gruppo di rievocazione storica (Livinghistory – Active media), intento in delle rappresentazioni in costume. Una sorpresa davvero gradita: ci ha fatto tornare indietro nel tempo e davvero l’atmosfera si è tinta di magia!

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Boschi rigogliosi…

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Il popolo dei falisci per spostarsi creava dei percorsi tra le rocce, chiamati “tagliate” o, in alternativa, attraversavano i fiumi risalendo poi lungo il percorso nel bosco, seguendo sentieri già tracciati.

A differenza loro invece romani costruirono ponti laddove c’erano i fiumi (per loro considerati sacri e, quindi, questo tipo di attraversamento aveva anche funzione mistica), che facilitò dunque l’attraversamento successivo dell’intera zona.

Freschi ruscelli…

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Arrivati a metà percorso oltrepassiamo il fiume, mentre la Torre Conversina (di origine medievale) scruta maestosa il nostro passaggio…

La camminata è impegnativa ma le scoperte che facciamo ci ripagano della fatica.

Fondali marini…

Arrivati nel punto più fitto del bosco, tra piante rigogliose e profondità rocciose, il geologo che conduce il nostro gruppo ci informa che siamo nel fondo esatto del mare che, agli albori della preistoria, ricopriva l’intera regione.

Il nostro stupore è ancora maggiore quando ci indica dei fossili marini (conchiglie e ostriche), che possiamo scorgere a occhio nudo! Incredibile…

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Colline, forre e campi coltivati…

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Riprendiamo il nostro percorso, questa volta risalendo la collina.

Ci inerpichiamo nella boscaglia e arriviamo in una zona più rurale attraversando la forra tra fiori di fiori, spighe e cardi.

Finché non arriviamo a… Nepi!

E’ il giorno della fiera del pecorino romano e ci sono stand enogastronomici nella piazza del paese. Gli organizzatori ci fanno trovare degli assaggi di prodotti locali nello stand dedicato e non possiamo far altro che… ritemprare corpo e spirito tuffandoci nelle prelibatezze locali: formaggio pecorino, scapicollata, salame cotto, vino Ronci, birra artigianale Itineris, acqua di Nepi, olio di produzione locale e fave di zona.

Un’ottima conclusione per una bella, davvero bella, giornata di sole, cultura, storia e scoperta delle risorse straordinarie di questa zona dell’Alto Lazio.

Grazie Esploratuscia, a presto e… gambe in spalla, sempre! 😀


Le prossime date?

…Eccole qui!

22 maggio: Monte Fogliano e l’eremo di San Girolamo

Le escursioni si concludono poi il 5 giugno con Tour archeo-geo-naturalistico a Nepi per riprendere a settembre…

Questi ragazzi, appassionati e pieni di iniziativa amano il proprio territorio e sono in grado di offrire interessanti esperienze per chi è curioso e dinamico. Molte idee bollono in pentola e a loro auguro di riuscire a trovare le giuste sinergie e l’adeguato supporto da parte degli enti locali per continuare in questo percorso di sviluppo e sostegno dello straordinariato patrimonio storico, archeologico, geologico, naturalistico e faunistico presente in questa bellissima zona, che è quella della Tuscia Viterbese.

Ragazzi, continuate così:, noi vi seguiremo sempre con entusiasmo e interesse!

Loriana Lucciarini


Per maggiori informazioni

esploratuscia@gmail.com

www.esploratuscia.blogspot.it

Prossimamente…

Cari lettori ultimamente per me è un periodo di pieno fermento creativo: sto scrivendo nuovi romanzi (Sì, avete capito bene: sono ben tre!) 🙂

Pertanto ho ridotto le pubblicazioni sul mio blog, come certamebte avrete notato anche voi…

Vi  anticipo però qualcosa del mio  prossimo articolo della sezione Viaggi con queste foto… spero di ritrovarvi qui presto! :*
Loriana

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[viaggi] – Jesi, gioiello di provincia

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Jesi, in provincia di Ancona, è un luogo di storia (ha visto nascere Federico II di Svevia ma nei secoli precedenti è stata colonia romana) di cultura e di arte (ha dato i natali al compositore Giovanni Pergolesi).

Ubicata fra mare e montagna, Jesi è stata nominata nel 2014 Città europea dello sport per le attestazioni importanti in questo campo, avendo dato i natali a numerosi esponenti nazionali di scherma, fioretto e calcio.

Una città antica che ha saputo traghettarsi nei secoli per offrirsi ai viaggiatori di oggi con tutte le sue bellezze: il centro storico è ottimamente mantenuto, è pedonabile e ben pulito. Arte, tradizioni e gastronomia sono il punto di forza di questa città machigiana.

L’Unesco l’ha insignita del titolo di “Città esemplare” e vale proprio la pena farci un salto!

Abbiamo approfittato per una breve visita, durante un week-end di aprile, combinandola con l’evento che mi ha vista coinvolta nella presentazione letteraria di 4 Petali Rossi, di cui sono stata ideatrice e curatrice, nonché autrice.

Anche se abbiamo dedicato alla visita solo poche ore, queste sono state sufficienti per apprezzare le bellezze della città e ci siamo goduti una piacevole domenica, trascorrendo qualche ora serena grazie anche a un clima mite, pur se mutevole, e un sole tiepido.

Cosa vedere a Jesi durante una vacanza breve? E’ presto detto..

IL CENTRO STORICO E LA CINTA MURARIA – E’ racchiuso dentro le antiche mura, che sono tra le meglio conservate di tutta la regione. Al suo interno chiese, piazze, palazzi, vicoli e strade. Gli edifici, di varie epoche architettoniche diverse, si fondo insieme con pregevoli risultati estetici: Jesi è bella da vedere, da gustare, da vivere!

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Piazza Federico II è la piazza più antica di Jesi. In Piazza Colocci troviamo Palazzo della Signoria con il suo portale con bassorilievo raffigurante un leone, il simbolo di Jesi. Al suo interno troviamo una biblioteca, l’archivio storico e le sale sono visitabili all’interno offrendo un tuffo nel passato settecentesco della città.

Oltrepassando piazza Colocci si prosegue verso Piazza della Repubblica, il luogo dove si concentra l’offerta culturale cittadina: qui troviamo il Teatro Pergolesi, costruito nella fine del Settecento, ha un’acustica perfetta ed è rifinito con sontuosi decori e affreschi. Il Teatro è considerato il tempio della lirica italiana.

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Riprendendo la nostra escursione si arriva lungo corso Matteotti, la via dello shopping, per arrivare fino all’Arco Clementino ammirando, durante la rilassante passeggiata, palazzi e chiese d’epoca e fermandosi per una pausa snack gourmet in uno dei tanti bar pasticcerie, alcuni storici, con arredamento d’epoca.

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Noi ci siamo persi nei vicoletti, sotto gli archi dei porticati dalle alte volte….  Abbiamo gustato ottimo caffé e scattato un sacco di foto… Abbiamo trovato un palazzo d’epoca il cui interno è stato destinato a biblioteca: spettacolare visitarlo nel complesso. Abbiamo apprezzato la tranquillità provinciale cittadina sotto il sole tiepido di marzo, godendo dei ritmi blandi e del poco caos (nel centro storico solo poche auto vi transitano).

Ma Jesi è anche di più: offre numerosi palazzi d’epoca, musei e pinacoteche interessanti, luogo di cultura e collezioni d’arte di pregio (fra tutti cito la Casa Museo Colocci-Vespucci, Palazzo Bisaccioni, Palazzo Pianetti).

Insomma… non perdetevela e programmate il vostro prossimo week-end in questa bella città!

Loriana Lucciarini

[viaggi] – Madrid, reyal señora!

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Madrid, attira ogni anno migliaia di visitatori che scelgono la capitale Iberica per godere di un po’ di sana movida in una delle capitali europee più amate al mondo.

La tipica espressione Madrid nunca duerme, “Madrid non dorme mai”, rende davvero l’aspetto frizzante e vivace di questa città.

Madrid è ben collegata con le tante stazioni e fermate della metropolitana, ma si può visitare anche a piedi e in un week-end è possibile visitare le sue principali attrazioni.

A me la capitale spagnola ha deluso. Forse perché era il mio primo viaggio all’estero dopo tanti anni e quindi mi aspettavo molto di più. In ogni caso sono rimasta colpita dalla vitalità di questa città e dalla propensione alla vita notturna di tutti i suoi abitanti: si gira e si fa festa fino a notte fonda, passando di locale in locale, di aperitivo in aperitivo! Questo aspetto di Madrid l’ho molto apprezzato e forse è l’unico che io ricordi bene…

Il nostro viaggio è stato fatto durante il ponte dell’Immacolata del 2007: abbiamo trovato un clima rigido e freddo ad accoglierci, questo però non ci ha scoraggiato e ben imbacuccati per sfidare il vento sferzante abbiamo iniziato il nostro tour facendo numerose puntatine nei bar e nei locali della città per un caffé caldo della cioccolata fumante… una buona scusa per far scorpacciata di delizie! 😀

Ma quali sono le cose principali da visitare? E’ presto detto: eccole!

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Il Palazzo Reale

E’ residenza dei Re spagnoli e si trova di fronte alla Cattedrale.

L’imponente edificio si ispira chiaramente a quella del palazzo del Louvre di Parigi e per la sua vastità è il più ampio palazzo reale d’Europa.

Al suo interno saloni con opere d’arte, collezioni di valore e museo d’armi.

La Cattedrale

E’ un mix di stili diversi e influenze architettoniche che nei 5 secoli l’hanno arricchita: il neoromanico, il neogotico, il neoclassico, il barocco, il gotico.

Al suo interno la famosa statua della Madonna dell’Almudena e la rappresentazione delle 14 stazioni della Via Crucis. Anche il portale di bronzo è di pregio e richiama l’attenzione dei turisti.

Plaza Mayor

La piazza nei secoli passati era destinata alla vita civica: mercato, luogo di feste popolari, corride e manifestazioni, anche pubbliche esecuzioni. Poi, con il trasferimento della corte di Filippo II d’Asburgo a Madrid, nel 1561 questa piazza è stata soggetto a ristrutturazione architettonica, con i risultati che possiamo ammirare ancora oggi.

Puerta del Sol

Questa piazza si contende – assieme a Plaza Mayor – il titolo di piazza principale di Madrid.

Qui è l’epicentro della movida madrilena e ci si festeggia il capodanno.

Al centro vi è la statua dell’orso e il “chilometro zero”, da cui partono tutte le misurazioni di distanze per l’intero paese.

Parco del Buen Retiro

Il parco di Madrid, frequentato dagli iberici in ogni periodo dell’anno permette rilassanti passeggiate tra viali alberati, escursioni in pedalò nel laghetto dell’Estanque grande, il Palazzo d’Inverno, per raggiungerne l’edificio e visitarlo.

Nell’area verde si trova anche il monumento alle vittime dell’attentato alla stazione di Atocha e il famoso Palacio de Cristal, una costruzione di ferro e vetro davvero suggestiva.

Stazione di Atocha

E’ il luogo del terribile attentato che, nel 2004, uccise 191 persone e ne ferì 1800.

La stazione Atocha è un opera d’arte dove acciaio, cemento e vegetazione si uniscono in modo straordinario.

La stazione, terminata nel 1892 con la progettazione di Gustave Eiffel (i richiami al monumento che rappresenta Parigi sono numerosi e evidenti) è il punto di partenza e di arrivo di numerose linee ferroviarie, da qui ad esempio si va a Toledo.

Al suo interno, nella parte della vecchia, ospita un grande giardino tropicale con piante rigogliose, foresta tropicale e alcune specie di animali, come tartarughe.

I Musei: il Reina Sofia, il Prado e il Thyssen Bornemiza

Al Reina Sofia una visita è di rigore, soprattutto se amate l’arte e in particolare quella di Picasso, Gaudì e Mirò. Infatti la Guernica di Picasso è solo una delle opere che attirano qui la maggior parte dei visitatori.

Il Prado offre capolavori della pittura fino al 1800, ampie le sale per innumerevoli opere esposte. Il visitatore può passarci un’intera giornata, stando molto attento a non rimanere incantato davanti alle opere, come è capitato a me con un Renoir… 😛 Adiacente al Prado c’è il Parco del Buen Retiro e si può approfittare per una visita a entrambi.

Il Thyssen ha opere del 1800 americano ed europeo, mi hanno colpito molto le opere di Goya e Sorolla.

Poi… c’è la Madrid gourmet!

Per il visitatore è d’obbligo assaggiare i famosi piatti locali, come la Paella (piatto di riso, con varie varianti) e il Cocido madrileno (tipo zuppa di ortaggi, cereali e patate) sono i piatti tipici. Ma si possono degustare anche i tanti dolci che vengono venduti agli angoli delle strade: le Rosquillas de San Isidro (ciambelle), i Churros (dolci di pastella fritta), gli Huesos de santo (fatti con patate, mandorle e crema). Una sosta d’obbligo è nella Jamonerie, dislocate in ogni quartiere: qui si può assaggiare il prelibato prosciutto iberico: una delizia!

Le caffetterie (il caffè italiano è meglio scordarvelo, anche se lo richiedete espresso, qui lo fanno imbevibile, purtroppo!) propongono cioccolata calda e ampia varietà di biscotti in ambienti raffinati e suggestivi. Alcuni locali offrono cucina Gallega a base di pesce crudo, ma la nostra esperienza non è stata granché: il giorno dopo avevamo tutti influenza intestinale, quindi consiglio di andare solo in locali affidabili e seri.

Loriana Lucciarini

[viaggi] – I passi più belli della Francigena, da Capranica a Sutri

Camminare nel verde incontaminato riporta all’interiorità e genera ispirazione pura e dialogo interiore. Mentre si scarpina in silenzio, circondati dal brusio del bosco, si assapora un contatto atavico e profondo con ciò che ci circonda.
Ci siamo dimenticati tante cose, vivendo in città, e questo ha fatto sì che ci si ritrovi spersi e confusi nel grigio metropolitano. Immergersi nella luce e nel colore non ha prezzo. Anzi, solo 8 euro, con EsploraTuscia!

Oggi vi racconto l’ultima escursione, fatta lo scorso sabato, con il gruppo di EsploraTuscia

I passi più belli della Francigena, da Capranica a Sutri

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Per chi non lo sapesse (da romana io non avevo ben presente il suo percorso e la sua storia, assurdo ma è cosi!) vi informo che la Francigena (o Franchigena o Francisca o Romea) è l’antica strada che nel medioevo univa Canterbury, Roma e i porti della Puglia. Questo ultimo tratto soprattutto per i pellegrinaggi, sembra essere la prosecuzione a Sud verso Gerusalemme, anche se storicamente non ci sono attestazioni certe.

L’esistenza della Francigena risale al IX secolo. Caduta poi nell’oblio nei secoli è stata riscoperta recentemente e in tanti, tra escursionisti e pellegrini, si mettono in cammino lungo il suo percorso straordinario e ricco di storia.

Avventurarsi lungo i chilometri ha anche una valenza mistica e religiosa e, assieme al Cammino di Santiago de Compostela, la Via Romea è riconosciuta come una delle principali vie di pellegrinaggio in Europa che arriva a toccare paesi e nazioni differenti (Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia). Per maggiori informazioni sui percorsi, gli ostelli per i pellegrini e tanto altro ancora visitate il sito ufficiale.

Noi abbiamo percorso il tratto presente nella Tuscia, quello che va da Capranica a Sutri, in una giornata bellissima, tiepida e piena di sole: il modo migliore per godere appieno delle bellezze presenti sulla via e la natura incontaminata.

Una passeggiata abbastanza lunga ma non impegnativa, che ha ritemprato corpo e spirito.

Grazie ai ragazzi di EsploraTuscia abbiamo avuto informazioni botaniche, geologiche e storiche sui pellegrini che da sempre affrontano questo percorso e abbiamo potuto ammirare scorci suggestivi, immergendoci nella natura.

Il geologo ci ha impartito nozioni relative alla struttura del territorio e alla conformazione del terreno, in prevalenza tufaceo. Abbiamo ammirato il Paoleosuolo, frammenti di Cinerite asfittica e di lava nera.

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Il giovanissimo e competente botanico ci ha indicato la flora presente in questa zona, dando informazioni sull’uso culinario e terapeutico delle stesse.

Tanti i fiori

di tarassaco, più comunemente conosciuti come fiori di soffione e cespugli di bardana (qui scopro che la struttura dei fiori a spighe che produce è stato utilizzato dagli ingegneri per inventare il velcro!).

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Ho potuto assaggiare il cardo, accuratamente raccolto e decorticato, che ha funzione rinfrescante e che viene utilizzato spesso dagli escursionisti come sostituto dell’acqua. Ha un sapore delicato e lascia una sensazione di freschezza in bocca, dopo averlo mangiato.

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Ci addentriamo nel bosco e qui ci vengono indicati numerosi ontani, sono in prevalenza pioppi e affondano le loro radici nell’acqua. Questi arbusti producono molto azoto, ideale per rendere ottimo il microclima locale.

La vegetazione è fitta e dai mille colori del verde. Gli esperti di EsploraTuscia ci spiegano che le varie tipologie di alberi hanno sviluppato ritmi di crescita diversificati utili alla sopravvivenza: le piantine più piccole mettono le foglie prima di quelle grandi e alte – pur se della stessa specie -, per assorbire luce utile al proprio sviluppo. Sono gli straordinari adattamenti della natura che procedono a ritmi più congeniali per proseguire il ciclo della vita.

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Arrivati a Sutri abbiamo visitato l’Anfiteatro e, per alcuni di noi, anche il Mitreo. Poi nel parco adiacente è stato allestito un buffet con prodotti tipici locali (formaggi e affettati e dolciumi) e il responsabile della birreria Itineris, che con noi ha partecipato alla passeggiata, ha offerto a tutti bottiglie di birra da loro prodotta che, tanto per restare in tema, si chiama Francigena!

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Il sole e il tempo mite hanno allietato la giornata e ci hanno permesso di godere totalmente di tutti gli aspetti di questa fantastica iniziativa.

Le prossime date?

…Eccole qui!

24 aprile: Trekking lungo Nepi-Trevignano

8 maggio: lungo la via Amerina: da Faleri a Nepi

22 maggio: Monte Fogliano e l’eremo di San Girolamo

Le escursioni si concludono poi il 5 giugno con Tour archeo-geo-naturalistico a Nepi per riprendere a settembre…

Questi ragazzi, appassionati e pieni di iniziativa amano il proprio territorio e sono in grado di offrire interessanti esperienze per chi è curioso e dinamico. Molte idee bollono in pentola e a loro auguro di riuscire a trovare le giuste sinergie e l’adeguato supporto da parte degli enti locali per continuare in questo percorso di sviluppo e sostegno dello straordinariato patrimonio storico, archeologico, geologico, naturalistico e faunistico presente in questa bellissima zona, che è quella della Tuscia Viterbese.

Ragazzi, continuate così:, noi vi seguiremo sempre con entusiasmo e interesse!

Loriana Lucciarini


Per maggiori informazioni

esploratuscia@gmail.com

www.esploratuscia.blogspot.it

[viaggi] – Tagliata e forre di Corchiano con EsploraTuscia

copertina corchiano

Tuscia viterbese

13 marzo, si parte all’esplorazione

delle Forre di Corchiano!

 

Con l‘associazione ecologica ambientale Esplora Tuscia scopriamo il territorio di questa suggestiva zona del Viterbese, che ha sempre tantissimo da offrire sia a livello paesaggistico, naturalistico, storico e archeologico.

La gita di oggi parte da Corchiano, ci si insinua direttamente nell’omonima Tagliata (una spaccatura nella roccia incredibile, con pareti levigate dal tempo e natura incontaminata) per arrivare nella Forra omonima.

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La foto di destra è tratta dal gruppo facebook EsploraTuscia

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Le Forre di Corchiano sono riconosciute come monumento naturale e offrono tantissimo per i visitatori che vanno alla loro esplorazione: caverne preistoriche, cascate naturali, cave falische scavate nella roccia.

Costeggiando il Rio Fratta abbiamo ammirato scorci suggestivi, piante di sambuco (pianta della famiglia delle Caprifogliacee, considerata magica e dalle 7 virtù), abbiamo incontrato da vicino gli asinelli di razza sorcino crociato che, miti e curiosi, si sono lasciati fotografare e hanno spiluccato spicchi di arancia e pezzetti di pane.

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I nostri accompagnatori (un geologo, un agronomo forestale e una storia d’arte) ci hanno fornito interessanti informazioni di tipo naturalistico, storico e geologico, indicandoci il centro abitato di epoca etrusca (erroneamente classificato come necropoli) e facendoci scoprire posti ameni e di rara bellezza.

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L’escursione si è conclusa con un aperitivo utile a rimpinzare le pance affamate dei partecipanti e ha permesso di conoscere anche le prossime attività dell’associazione, che sicuramente non mi lascerò sfuggire e di cui vi parlerò nei miei prossimi articoli.

Prossimo appuntamento?

Il 3 aprile con “I passi più bellid ella via Francigena: Capranica-Sutri”.

∼ Loriana ∼


Per maggiori informazioni sulle attività di EsploraTuscia visitate il sito internet e la pagina facebook

[viaggi] – visitare Barcellona #3

GIORNO 3

Itinerario

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Questo itinerario vi porterà a vedere i seguenti luoghi di Barcellona.

Alcune delle informazioni qui riportate sono state reperite dalla guida PaesiOnline su Barcellona (scaricabile qui) e dal web, entrambi utili per effettuare ricerche sui siti e i luoghi di interesse da visitare.

giorno 3

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MUSEO PICASSO foto tratta da http://www.guida-barcellona.com

 

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1 – Il quartiere del RAVAL, il MACBA museo d’arte moderna, la CHIESA adiacente del quartiere

 

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2. Il tour de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn
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2. Il tour de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn

 

3. placa reyal
3. PLACA REYAL
4 carrer de ferrain
4. CARRER DE FERRAIN
5. placa san jaume
5. BARRIO GOTICO Placa St. Jaume, La Seu (interno) e dintorni

5 barrio gotic 5. gotic la seu

7. sfelipe neri
7. SAN FELIPE NERI
8. placa angeles
8. PLACA DE L’ANGELES
10. boqueria
10. LA BOQUERIA, il mercato
11. palau guell
11. PALAU GUELL, il palazzo di Gaudì
12. mirador de colom
12. MIRADOR DE COLOM
12a ramblas di giorno
12. LA RAMBLA DI GIORNO
13. placa de espanya
13. PLACA DE ESPANYA
14. arc de triomf
14. ARC DE TRIOMF
15. torre agbar
15. TORRE AGBAR
16. port olimpic composit
16. PORT OLIMPIC by night, il nuovo quartiere
17. ramblas by night
17. LA RAMBLA by night

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Museo Picasso / Raval: tour de “L’ombra del vento”, Placa Reyal, Carrer de Ferrain, Placa de l’Angeles / Barrio Gotic: Placa St Jaume I, Placa del Pi, Placa San Felipe Neri, Carrer de Canuda / la Boqueria / Palau Guell / Mirador de Colom / Placa de Espanya / Arc de Triomf / Torre Agbar / Port Olimpic

A MUSEO PICASSO Montcada Street 15-23

♦  metro: Jaume I

MUSEO PICASSO – Ospita la collezione di Picasso con più di 3,500 opere.

Attenzione! Il sito ufficiale lo dava chiuso di domenica, ma in realtà abbiamo potuto appurare che il giorno di chiusura era di lunedì. Verificate quindi appena arrivate gli orari e i giorni d’apertura se non volete perdervi la visita alle opere di Picasso!

1 RAVAL Girovagando per le vie adiacenti al nostro B&B troviamo numerose costruzioni interessanti e punti turistici.

Il MACBA (il museo di arte contemporanea di Barcellona), un edificio moderno che si affaccia su una piazza che anche si sera è luogo di incontro degli abitanti.

La chiesa adiacente ha l’oratorio annesso.

La BIBLIOTECA DI CATALUNYA, con l’imponente cancello di ferro d’entrata.

Prendendo la direzione di Placa de Catalunya troviamo numerosi negozi, bar e ristoranti e da qui prendiamo la Rambla, incontrando nuovamente la FONTE DEL CANALETTES e superando il mercato del LA BOQUERIA, proseguiamo verso il mare per arrivare al TEATRO PRINCIPAL.

2 TOUR OMBRA DEL VENTO / RAVAL

Carrer La Rambla 100

EL RAVAL (Barrio Chino) – fino agli anni 90 era un bassifondo della città, ora riqualificato, dedalo di viuzze e stradine, interessante tuffo nel passato. Nonché location del romanzo “L’Ombra del vento” di Zafòn

Da qui parte il nostro tour dell’Ombra del Vento che, a dir la verità, è stato poco fruttuoso: le indicazioni reperite via internet erano sommarie e poco dettagliate e ci hanno fatto girare a vuoto per mezza giornata. Lo spirito giusto e la voglia di girovagare senza meta ci hanno però permesso di scoprire scorci, vicoli e piazze del Raval davvero belle e ve le segnalo nel post successivo…

  1. risalendo Rambla a sinistra verso Palau Guell si trova CARRER DEL TEATRE e in quella viuzza c’è il Cimitero dei libri dimenticati (portone). L’articolo su internet consigliava di insistere nel cercare il famoso PORTONE. Ma la via segnalata non esiste e la Carrer d’Arc del Teatre (quella che ci hanno indicato come l’unica via possibile) è una strada angusta, sporca, dai molti edifici abbandonati, dove portoni e finestre sono per lo più murati. L’abbiamo percorsa per ben tre volte ma senza alcun risultato. Lo scoramento è diventato maggiore quando, chiedendo indicazioni in giro, il nome di Zafòn era pressoché sconosciuto… Sfiga: 1 – Tour Ombra del vento: 0
  2. ritornando sulla Rambla sulla destra nei pressi dell’Ateneo c’è CARRER DE CANUDA dove c’è la Libreria Cervantes Canuda (la libreria che ha ispirato Zafon nel descrivere quella di Sempère). Dopo averla percorsa con attenzione in tutta la sua lunghezza e non aver trovato nessuna libreria mi sono rivolta a un punto informazioni turistiche che candidamente mi ha indicato la vetrina di fronte, specificando “cerrada”. In effetti è decisamente cerrada=chiusa in quanto il palazzo è coperto da ponteggi e il locale è in ristrutturazione, completamente svuotato. Peccato! Ci tenevo davvero a trovare questa libreria, che sembrava essere quella a cui Zafòn si è ispirato per descrivere la libreria di Sempere… Sfiga: 2 – Tour Ombra del Vento: 0
  3. poco più su, c’è CARRER DE SANTA ANNA: la via dove viveva e lavorava Sempere. L’indicazione è molto vaga, ma ci siamo lasciati cullare dalla memoria e dalla nostra fantasia per immaginare il giovane Sempere percorrerla nel meriggio della sera… Sfiga: 2 – Tour Ombra del Vento: 1
  4. verso La Seu c’è PLACA SANT FELIP NERI: la piazza dove viveva Nuria Monfort ed è possibile ancora oggi vedere i fori dei proiettili sulle pareti della chiesa. Ta-daaaaa Bella notizia! Esiste e l’abbiamo anche trovata! Ed è vero: i fori dei proiettili sono ancora presenti nelle spesse mura della chiesa. Qui, durante la II guerra mondiale, un bombardamento aereo dell’aviazione francese fece quasi 50 morti, per la maggior parte bambini. La panchina dove Nuria Monfort si fermava a leggere, però, non esiste. Sfiga: 2 – Tour Ombra del Vento: 2
3 PLACA REYAL Bella piazza contornata da portici con bar e localini.
4 CARRER DE FERRAIN Via di shopping con numerose attrattive
5 PLACA ST JAUME I Ripassiamo per questa piazza, già visitata il primo giorno, che possiamo ammirare con più calma e meno calca. Qui si trova la Cattedrale La SEU e, adiacente, c’è il Palazzo della Generalitad.
6 PLACA DEL PI
7 PLACA SAN FELIPE NERI Una delle location del romanzo “L’ombra del Vento” bella e suggestiva, benché piccolina e raccolta.
8 PLACA DE L’ANGELES Qui si trova una grande fontana decorata con azuleios colorati e, a decorare il muro del palazzo, un grande angelo di bronzo.
9 CARRER DE CANUDA Via piena di negozi, ottima per lo shopping, percorrendola tutta a metà si trova una piazza con dei reperti romani e dei sarcofagi, visibili dall’alto.
10 LA BOUQUERIA (mercato)

La Rambla 100 – Placa Sant Josep

♦  metro: Liceu

Il mercato cittadino, questa volta lo visitiamo di giorno per un tuffo nel colore e nei sapori…
11 PALAU GUELL

Carrer de Rossellò 265

Carrer Nou de la Rambla, 3

♦  metro: Liceu – Dressanes

PALAU GUELL fu costruito nel 1888 da Gaudì: la luce del sole attraversa le finestre ed è attenuata da tre archi parabolici fatti di pietra grigia. I grandi archi danno l’impressione di una grande finestra gotica, anche se le finestre che Gaudì realizzò per l’edificio sono rettangolari. Il palazzo nel suo complesso evidenzia il tipico stile modernista dell’architetto catalano. L’esterno è spettacolare, tanto quanto l’interno: LA ESCALA D’HONOR è impressionante.

Bello l’esterno, visitabile con prenotazione anche all’interno. Non riusciamo per problemi di tempo ma dalla brochure comprendiamo che davvero l’interno meritava una visita. Se voi riuscite non perdetevela!

12 MIRADOR DE COLOM

Mirador de Colom – Placa del portal de la pau

♦  Drassanes L3

La colonna si trova a Placa del Portal de la Pau, è una piazza a forma circolare in cui terminano le Ramblas. Un ascensore conduce in cima alla colonna dove sorge la statua dell’esploratore genovese: il MIRADOR DE COLOM. Questo è il monumento a Cristoforo Colombo: una colonna alta 60 metri realizzata per l’Esposizione universale del 1888, sul basamento ci sono bassorilievi che raccontano le sue imprese.
13 PLACA DE ESPANA

♦ metro: Espanya

⇒  da Mirador de Colom prendiamo la linea L3 diretta a Zona Universidad, fermata Placa Espanya

Ritorniamo per una visita di giorno, dall’alto dell’ascensore panoramico dell’Arena possiamo ammirare una delle viste più belle di tutta Barcellona.
14 ARC DE TRIOMF Arc de Triomf

♦  metro: Arc de Triomf

⇒  da Placa de Espanya prendiamo la linea metro L1 diretta a Fondo per scendere alla fermata Arc de Triomf

ARC DE TRIOMF – costruzione in stile mudejar (cristianoarabo), alta 30 metri, costruita in occasione dell’esposizione universale del 1888 era la porta d’accesso al sito espositivo. Adiacente è possibile vedere la facciata imponente del PALAU DI GIUSTIZIA
15 TORRE AGBAR Placa de las glorias catalana

♦  metro: Glorias

Da Arc de Triomf riprendiamo la linea L1 diretta a Fondo per scendere alla fermata Glorias

Inaugurata nel 2005, è alta 144 metri, con 38 piani. È il terzo edificio più alto della città e dispone di 4.500 dispositivi luminosi che utilizzano la tecnologia LED e che permettono la

creazione di immagini di luce su tutta la superficie dell’edificio.

Peccato che per noi sia tutto spento, mentre il giorno prima illuminava lo skyline di Barcellona… (sic!)

Oltrepassiamo il museo moderno di ENCANT NOUS che, con le sue linee avveniristiche e moderne, impreziosisce la piazza dagli ampi spazi.

16 PORT OLIMPIC Carrer Marina

metro: Marina

⇒  Riprendiamo la linea L1 questa volta diretta a Hosp De Bellvitge per scendere una fermata indietro: Marina

Da lontano ammiriamo anche le linee sinuose della Stazione di Francia in stile Tour Eiffel. Ci impegniamo nell’ultima bella scarpinata, che però merita davvero: percorriamo il lungo corso di Carrer Marina per arrivare a a Port Olimpic. Qui c’è il CASINO’, ci sono le due TORRI GEMELLE, il PORTICCIOLO, il grande PEIX (enorme pesce di rame diventato il simbolo della città) e locali e ristoranti.
15 RAMBLAS

metro: Liceu

⇒  da Port Olimpic prendiamo su Carrer Marina l’autobus n. 96 che costeggia il mare fino ad arrivare a Liceu

Concludiamo il nostro ultimo giorno girovagando per la Ramblas di sera, dopo aver cenato in un ristorante con ottima paella!